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Sabato 25 febbraio 2012
Abbiadori (OT)

E’ da qualche settimana che abbiamo ricevuto l’invito di Carpitz, e l’idea di un bel giro in Gallura ci piace. Se ne parla e si ragiona, ma per molti è un problema il fatto che sia di sabato. Intanto i giorni passano ma l’idea di andare ad Abbiadori a pedalare non passa, anzi si fa sempre più insistente. E’ di sabato, ma in due riusciamo ad organizzarci. A questo punto è fatta, è deciso. Si parte!

Sabato mattina la sveglia ci butta giù dal letto alle 6:00. Bisogna cercare di mangiare qualcosa perché la giornata si preannuncia lunga, e poi abbiamo quasi due ore di macchina per arrivare a destinazione. Finiamo di sistemare l’attrezzatura, carichiamo le bici sul tetto della macchina e si parte. Vista l’ora e il sonno ci assicuriamo per ben due volte di aver caricato anche le ruote anteriori. Sarebbe scomodo fare tutto il giro impennando!!! Man mano che passano i chilometri la giornata avanza, e si presenta limpida e splendente. Una giornata veramente primaverile.

Arriviamo a destinazione e ci accoglie il padrone di casa in persona. Sgranchiamo le gambe e iniziamo a scaricare le bici. Qualche biker è già arrivato e qualche altro arriva mentre ci stiamo preparando. Giro di presentazioni con i nuovi compagni d’avventura e giro di saluti con le conoscenze di vecchia data. Si chiacchiera un po' e arriva il momento di salire in sella.

Saliamo verso il centro abitato ed iniziamo ad allungare lo sguardo, a godere del sole e della vista del paesaggio. In men che non si dica siamo sopra il campo da golf del Pevero. Proseguiamo ancora e l’asfalto sotto le ruote finisce. Bene! All’inizio della sterrata ci aspetta Carpitz che ci avvisa che siamo alla prima discesa “un po’ velenosa”. Ok, andiamo. La prima discesa non è veramente brutta, ha solo il fondo mal ridotto. Però le sensazioni non sono buone. Le cose sono due, o è una giornata no (e mi scoccerebbe assai aver fatto tutti questi chilometri per una giornata no) oppure è solo questione di scaldarsi un po’. Per fortuna si rivelerà corretta la seconda ipotesi, le gambe si scaldano, il sedere perde la forma del sedile dell’auto e si inizia ad usare la bici come si deve! Arriviamo sotto e ci fermiamo per raggrupparci. Il percorso è troppo lungo per essere tutto fettucciato, quindi ogni tanto ci fermiamo per riunire il gruppo, ma questa è una cosa veramente bella, perché mentre aspettiamo gli altri abbiamo tutto il tempo per parlare, ridere e scherzare. In due parole, stare insieme. Facciamo ancora un tratto di strada e iniziamo ad alleggerire l’abbigliamento. Il sole adesso si fa sentire.

Arriviamo alla prima spiaggia della giornata, la attraversiamo e poi si sale lungo una sterrata. Panorama. Foto. Si riparte e si arriva a Romazzino, e poi via, alla volta della “spiaggia del Principe”. Questa volta per arrivare in spiaggia bisogna percorrere un single che sembra più una monorotaia. Scendiamo letteralmente dentro una sorta di canale che ci guida fin sulla sabbia. Qui si scherza e si ride sulla performance di Uron della scorsa edizione. Peccato non esserci stati!!!

Ci rimettiamo in movimento ed attraversiamo un piccolo eliporto, e da qui proseguiamo fino alla cima di una collinetta. Qui la vista è un vero spettacolo. Davanti a noi macchia mediterranea, mare e cielo. Ma li davanti, proprio al limitare fra cielo e mare c’è una strisciolina bianca. E’ la neve sulle montagne della Corsica. Da qui non ci resta che scendere, e scendiamo. Questa volta la discesa scorre che è una meraviglia, e curve e saltelli sono una vera goduria. Costeggiamo nuovamente il campo da golf e proseguiamo fino al Cala di Volpe. Qui abbandoniamo la strada asfaltata e ci fiondiamo - letteralmente - verso la prima borsa frigo. Questa è la formula. Per strada troveremo delle borse colme di viveri e bevande. Con manovra fulminea la borsa è accerchiata, e beh... come va a finire credo sia facile da immaginare!!!

Ci rimettiamo in sella e percorriamo un lungo tratto di costa immersi nella macchia mediterranea. E’ un vero piacere. Alla nostra sinistra mare e cielo si uniscono in un azzurro strabiliante, e noi procediamo in fila indiana con un sorriso gigante stampato in faccia... Lasciamo la costa e proseguiamo fino ad un bivio. Aspettiamo per ricompattare il gruppo e durante l’attesa Carpitz ci dice “questa stradina porta a Liscia Ruja”. Rapido scambio di sguardi, ripartiamo e ci lanciamo verso la spiaggia. Lunghissima. Deserta. Bellissima.

Ci riuniamo al gruppo e questa volta è per salire. Salire e spingere. Abbiamo lasciato - momentaneamente - la costa e partiamo all’esplorazione dell’entroterra, tutta fatta di saliscendi, sali sali e scendi scendi scendi!!! Durante questo vagare abbiamo anche assistito ad un fenomeno piuttosto raro (per fortuna!): l’accartocciamento di un disco dei freni. Spaventoso... Guardate le foto e capirete...
Nell’ultima discesa verso la seconda borsa frigo facciamo un paio di curve, e... Spettacolare!!! Davanti a noi si apre una vista fantastica. Riusciamo a vedere un lungo pezzo di costa totalmente ricoperto di verde che si fonde con un mare blu ed un cielo azzurrissimo. Mi fermo e rimango a bocca aperta. Faccio qualche foto e scendo verso la borsa frigo con un sorriso enorme sulla faccia... La discesa è bellissima, veloce e divertente. Si fa l’ultimo “rifornimento” del percorso (ma non della giornata) e poi ci avviamo verso casa di Carpitz.

All’arrivo ci mettiamo in fila per dare una sciacquata alle bici e prendo dallo zaino il GPS. I chilometri sono oltre quaranta, come previsto, ma ciò che mi colpisce è il crono. Lo guardo una volta, un’altra e un’altra. Incredulo guardo l’orologio al mio polso per avere la conferma che il GPS sbaglia. Faccio due conti. Li rifaccio ancora più incredulo di prima. Alla fine mi rassegno, è giusto così. Quei numeretti 06:23:46 sono esatti. Quasi sei ore e mezza... E’ proprio vero che quando ti diverti il tempo vola...

Ci diamo una sistemata veloce, carichiamo le bici e via, a casa di Carpitz per il secondo tempo. Ci accoglie una tavolata con pane, formaggio e salumi vari. Durante il proseguo vengono offerte diverse prelibatezze - fra cui la mitica ricotta all’acquavite - dolci vari e diversi cesti di bottiglie di birra fresca. Adesso si parla, si scherza e si ride. Che delizia...

E’ ormai buio. E’ ora di andare a casa. Ci salutiamo e ci scambiamo promesse/minacce di raid futuri. Abbiamo ancora 2 ore di strada da fare, ma i chilometri passano veloci mentre in macchina ci ricordiamo le cose appena vissute e ci ridiamo su.

Un grazie a tutti i partecipanti per la bellissima giornata, e a Carpitz in particolare.
Mi viene già voglia di iscrivermi per l’anno prossimo...