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Sabato 10 marzo 2012

Anche oggi ci troviamo in piazza San Gavino per la consueta pedalata. Però oggi ci sono alcune novità. Oggi è giornata di assenze e di debutti. Le assenze sono quelle di due soci della prima ora, che però sono ampiamente giustificati. Infatti stanno preparando una festa per i loro primi quarant’anni, e a questa festa siamo invitati anche noi, quindi come non giustificarli? Per quanto riguarda i debutti invece abbiamo l’esordio di un nuovo compagno d’avventure, che speriamo si unisca stabilmente alla nostra compagnia.

Siamo pronti a partire, ma è evidente che non è giornata di progetti. Nessuno ha un idea precisa del giro che faremo, e ci lasciamo trasportare dalle bici. Qualcuno propone di salire a “Chizzu ‘e Noli” e non ci sembra affatto una cattiva idea, quindi in sella e si sale. La salita a “Chizzu ‘e Noli” da piazza San Gavino ha una particolarità: è il punto più alto in assoluto che si può raggiungere senza fare un solo centimetro di discesa. Se ad ogni incrocio o bivio scegli sempre la strada che va più in alto, arrivi proprio li. Li a 1024 metri di quota.

Durante la salita qualcuno inizia ad accennare alla possibilità di fare una variante al solito percorso. Questa variante sostanzialmente ci permette di sostituire una monotona e ripida discesa con strade e singles che non tutti conosciamo. E visto che oggi nessuno ha dei progetti ben definiti ci sembra - anche questa - un’ottima idea. Quando ci ricongiungiamo con la strada che già conosciamo ne abbiamo la conferma: era proprio un ottima idea! La strada è bellissima, panoramica e scorrevole. Grazie Paolo!

Affrontiamo la discesa che ci porta sotto “Locorra” e ci fermiamo per ricompattare il gruppo. Da qui - solitamente - affrontiamo la salita che ci riporta verso il “Nodu Locorra” e verso Gavoi, per poi decidere se puntare al lago o al paese. Ma oggi - come ormai è chiaro - è una giornata senza pensieri, e la particolarità di una giornata del genere è quella di avere la rara fortuna di riuscire a prendere le migliori decisioni possibili con una leggerezza unica. E infatti succede proprio questo. Iniziamo a discutere su com’è la strada che continua a scendere, dove arriva, come prosegue e dove potrebbe portarci. Ora - visto che non c’è due senza tre - arriva la terza ottima idea della giornata: si scende. La strada che ha nomea di essere sempre in pessime condizioni in realtà, dopo poche curve, migliora decisamente: è scorrevole e ricca di “dune” che diventano dei trampolini divertentissimi. Arriviamo giù e siamo un gruppo di persone felici e soddisfatte. Siamo al cancello dell’ovile di un nostro compaesano, entriamo e scambiamo quattro chiacchiere con i padroni di casa e poi si riparte.

Puntiamo verso “Sos Puzzos” che altro non sono che una serie di gallerie e pozzi di areazione per la condotta che porta l’acqua dal lago di Gusana alla centrale idroelettrica del lago Taloro. Pochi giri di pedale e ci ritroviamo su uno spiazzo che fa da balcone sul lago e sulla centrale. La giornata è limpida ed il paesaggio ci lascia senza parole. Alla nostra sinistra c’è una struttura di cemento dalla quale esce un grandissimo lombrico verde. E’ il tubo che porta l’acqua alla centrale. Nell’ultimo tratto - a partire da dove ci troviamo noi - è scoperto, tutto fuori dalle montagne e adagiato in una sorta di enorme scivolo che punta dritto alle turbine dell’impianto. La pendenza è impressionante, fa paura. E’ impressionante vedere questa struttura, ma è ancora più impressionante pensare a tutto l’insieme, al dislivello che c’è con il lago di Gusana e alla forza - buona - che questo tubo e quest’acqua hanno. Alcuni di noi sono attratti in modo quasi magnetico da tutto questo, e in pochi attimi siamo vicini al tubo, lasciando le bici adagiate a terra.

La sera avanza, ed è ora di rimetterci in strada. Iniziamo a vagliare le alternative e facciamo i salti mortali per trovare soluzioni che non prevedano l’asfalto. Ci rimettiamo in movimento ed iniziamo ad affrontare la salita. In questo momento siamo nel punto - altimetricamente parlando - più basso di tutta l’escursione, quindi dobbiamo salire, salire e salire. Dobbiamo in buona sostanza fare tutto il percorso che fa l’acqua nella condotta, ma al contrario! Adesso - a suon di pedali - siamo tornati a poche decine di metri dalla strada in cui abbiamo deciso di scendere grazie alla terza buona idea della giornata. Sarà la fortuna, sarà la giornata affrontata con lo spirito giusto, ma qui abbiamo l’ennesima ottima idea. Le alternative sono due: o si torna sulla strada in cui siamo passati qualche ora prima e rientriamo mestamente in paese, oppure scendiamo verso la valle che collega il lago di Gusana con quello di Taloro e risaliamo verso la diga. Strada che facciamo con regolarità contro strada meno battuta. Vince la seconda. Come è giusto che sia.

Ps: Auguri Enrico e Lello